Caccia alle streghe: parabeni, è giusto demonizzarli sempre?

Articolo scritto dal dr. Giuseppe Giordano e pubblicato su Sfilate del 4/12/14

I Parabeni sono utilizzati da oltre 50 anni come conservanti nell’industria cosmetica, farmaceutica, e alimentare per le loro proprietà battericide e fungicide.

Parabeni: è giusto demonizzarli tutti e sempre, in ogni caso? Ovvero: chi ha paura dei mirtilli?
I parabeni, derivati dalla contrazione di “estere para-idrossibenzoico” sono una classe di composti organici aromatici, esteri dell’acido 4-idrossibenzoico, utilizzati da oltre 50 anni come conservanti nell’industria cosmetica, farmaceutica, e alimentare per le loro proprietà battericide e fungicide.
Da qualche tempo, interessi diversi spingono al loro ostracismo; alcuni messaggi sul loro impiego stanno diventando sempre più negativi, arrivando a concepire limiti o interdizioni; ad esempio in Francia, hanno esaltato gli effetti negativi (che potrebbero avere nel ruolo di interferenti endocrini) per la loro capacità di mimare chimicamente gli estrogeni e quindi con possibile ricaduta sulla salute delle bambine, per cui sarebbero causa di eventuali promozioni dell’insorgenza di tumori estrogeno-sensibili e fattore di rischio nella crescente tendenza alla  pubertà precoce.
I parabeni sono prodotti di Sintesi.
Tutti i parabeni presenti in commercio sono di origine sintetica, ma nessuno considera che alcuni di essi sono identici a molecole presenti in natura.
Il basso costo, l’efficacia tecnologica e l’impiego ultra decennale, sono tutti fattori che spiegano perché l’uso dei parabeni sia comune; efficaci ed affidabili, per la loro sicura azione di antibiotico e antimicotico in diversi ambiti merceologici.
Presenza in natura.
Alcuni parabeni, al pari di altri xenoestrogeni come ad esempio idrossi-anisoli alchilati, e i gallati alchilici (utilizzati ugualmente come additivi preservanti e antiossidanti) e come in generale molti altri esteri idrossibenzoici, sono composti naturali di origine vegetale, utilizzati dalle piante per difendersi dai loro parassiti o dagli erbivori; tipico esempio il salicilato di metile nella BETULLA e nella SPIREA che le rende commestibili a poche specie.
Il metil-parabene è presente nei mirtilli, dove svolge la sua azione antimicrobica: adesso non mangerete più i mirtilli?  Non li farete più mangiare dai bambini?
Effetti sulla salute.
Il dibattito sulla loro sicurezza è vivo e conflittuale. Studi e sperimentazioni non fanno rilevare effetti eccessivi di tossicità acuta o cronica: nelle cavie, la dose letale (LD50) di butilparaben è circa 5 g/kg peso corporeo.
Le allergie.
Sono un fenomeno limitato ad alcuni soggetti predisposti, con i consueti fenomeni relativi (rosacea, dermatite da contatto) facilmente risolvibili con l’interruzione dell’uso del prodotto e lavaggio della parte trattata.
Gli effetti biologici.
Sono coinvolti aspetti più dettagliati e specifici della risposta dell’organismo. Centinaia di studi sui parabeni, hanno indagato la loro capacità di interferire con il sistema endocrino: si sono ottenute risposte diverse a conferma che essi ed i loro principali metaboliti, come l’acido p-idrossibenzoico (paraidrossibenzoico) stesso, possono avere attività interferente con il sistema ormonale. Uno studio ha evidenziato la capacità dei parabeni di mimare debolmente il comportamento degli estrogeni (ormoni femminili), che hanno un ruolo importante nella patogenesi del tumore al seno. In uno studio preliminare, in campioni di tessuto malato sono state rilevate concentrazioni medie di parabeni, di 20 ng/g (20 Nanogrammi, concentrazione molto piccola, ossia =0,02 Microgrammi [µg]). La validità di questo studio è dibattuta: inizialmente non sono state evidenziate correlazioni causali tra parabeni e cancro, ma ulteriori studi (del 2010) hanno dimostrato che l’interazione con ambiente ed altri prodotti, potrebbe costituire fattore di rischio, quindi si consiglierebbe di adoperarsi per minimizzare tale rischio.
È comunque diffuso il dubbio che i parabeni possano risultare pericolosi per la salute umana: in verità è raccomandata solo molta cautela, dal momento che non c’è certezza assoluta. Alcune organizzazioni ed alcuni stati come la Francia, che si rifanno al principio di precauzione massima in assenza di certezza di innocuità, sconsigliano il loro utilizzo quotidiano. È datata 3 maggio 2011, la proposta di legge di Yann Lachaud che vieta l’uso in Francia, degli ftalati, dei parabeni e degli alchilfenoli: tre categorie di sostanze che potrebbero interferire con il sistema endocrino. Dal 2014, l’Europa ha tutelato la salute di tutti i cittadini; saranno banditi i cinque parabeni più dubbi:
isopropylparaben
isobutylparaben
phenylparaben
benzylparaben
pentylparaben
mentre dal secondo semestre del 2015, si dovranno contenere le concentrazioni di propylparaben e di butylparaben presenti nei prodotti, nel valore massimo del 0,14% ed al massimo della precauzione, sarà vietato usarli in prodotti da applicare in zona pannolino senza risciacquo,  su bimbi di età inferiore a tre anni.
Sono ANTIBATTERICI E FUNGHICIDI, ovvero antibiotico ed antimicotico, … funzionano.

Questo equivale a dire “potrebbero ucciderci”? Ma in quale quantità?
Circa 5 g/kg peso corporeo: ovvero 350 g per effetto letale su persona di 70 kg.
Faremmo prima a morire annegando nella vasca che contiene la crema per 300 g di parabeni!
Confermiamo il nostro parere: è da sciocchi vantare la scritta “senza parabeni” perché i parabeni non sono tutti uguali, tanto è vero che il  propylparaben e il butylparaben, sicuri ed efficaci nei limiti massimi previsti, potranno ancora essere utilizzati, ma “perché averne paura?”.
Dobbiamo avere paura dei mirtilli?
pro tibi sit