Resiste ancora in certe nicchie la volontà di attribuire all’erboristeria e ai suoi operatori un velo di magia e mistero.
Forse non si sa che dal 1996 il titolo di studio dell’erborista è diventato a tutti gli effetti una laurea, ossia l’erborista è un professionista con una formazione specifica che si realizza presso la facoltà di farmacia. Maghi e fattucchiere non hanno bisogno di una formazione così impegnativa e costosa.
Spesso e volentieri una pluralità di “multi-specializzati”, come cartomanti e astrologhi, sono pronti ad auto proclamarsi come unico referente utile a migliorare la qualità della vita di ciascuno di noi. Così facendo, però, abusano di una fiducia mal riposta. E viene da domandarsi come si fa a non indagare sul perché delle cose che vengono proposte o dette.
Come si fa a credere ciecamente ad affermazioni che non accetteremmo mai in altri contesti?
La verità è che abbiamo un bisogno esagerato di sperare nella risoluzione dei nostri problemi, di credere che tutto sia migliorabile anche quando le possibilità di riuscita sono vicine allo zero. Non siamo capaci di tollerare un dispiacere o un dolore, tanto siamo abituati ad esempi di ottimismo al di sopra delle righe, oppure ad esempi di prevaricazione, egoismo ed assenza di educazione verso il senso sociale e il rispetto dell’interlocutore.
Cerchiamo una vita facile, senza contrarietà e senza intoppi: ma cosa abbiamo fatto per costruire il nostro habitat? Quali contributi ed apporti possiamo vantare per i miglioramenti che auspichiamo?
In un mondo dove ognuno fa il proprio comodo e le esigenze individuali prevalgono sul vivere all’interno di una comunità, in equilibrio con gli altri e nel rispetto di tutti, capita che un giovane pretenda di salire sull’autobus con la sua bicicletta ed usi violenza – verbale o fisica – su chi gli fa notare che un tale comportamento va ad intralciare gli altri passeggeri.
I misteri sono di due tipi: quelli veri, che dipendono da conoscenze perdute, e che appunto andrebbero più propriamente definiti “conoscenze perdute”, e quelli finti, che servono solo a celare inganni.
Pure questi hanno già un nome: si chiamano “truffe o raggiri”.
Altri misteri, poi, possono essere ricondotti a chiarimenti da perfezionare o ad indagini incomplete: se c’è un mistero c’è un inganno.
L’erboristeria con i suoi rimedi è luce e chiarezza: l’erborista italiano, infatti, applica un regolamento deontologico che è all’altezza di una professione sanitaria. Deve assolvere ad obblighi di legge che sono tra i più rigidi al mondo, a tutela del consumatore.
Quando si parla di erbe e rimedi naturali, la figura dell’erborista non ammette misteri.
Buona tisana a voi.
a cura del Dottor Giuseppe Giordano, erborista per mondorosashokking.com
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