È arrivata notizia della ricerca condotta da due tecnici in collaborazione: Matteo Floridia e Simone Cristoni. Questi signori confermano quanto sostenuto da sempre dagli erboristi: la pianta si offre con un fitocomplesso che è cosa diversa dal singolo principio attivo; nel fitocomplesso agiscono più principi attivi in vera sinergia naturale.
Ora si è finalmente scoperto che la tradizione erboristica aveva ragione ed il finocchio contiene polifenoli che inibiscono la cancerogenesi e favoriscono l’apoptosi, cioè la morte programmata delle cellule già degenerate”, ovvero le cellule oncologiche affette.
“Nel fitocomplesso del Finocchio” dice Alfredo Vannacci, responsabile della ricerca del Centro e ricercatore presso il Dipartimento di Farmacologia dell’ Università di Firenze diretto dal Prof. Alessandro Mugelli,” lo stesso anetolo, principale responsabile di riduzione della diffusione metastatica, potrebbe meritare attenzione anche per eventuali studi clinici”.
La tisana al finocchio potrebbe quindi offrire importanti vantaggi insospettati oltre le aspettative che vengono dall’uso tradizionale del rimedio come carminativo e digestivo. Questo a contraddire quanto scritto in modo terroristico su più giornali e riviste prima di questa estate, quando si indicavano gli erboristi come avvelenatori ed untori di cancro per aver consigliato e venduto tisane di finocchio.
La scoperta più importante è la dimostrazione che tra i polifenoli del finocchio è presente l’EGCG, epigallocatechina-gallato, finora nota come principale agente anticancerogeno del tè verde.
Il dott Fiorenzuoli afferma: “Vera nuova grande notizia è aver trovato nel finocchio queste sostanze, cosa doppiamente importante per la loro diretta attività protettiva, ma anche perché bloccano le SULT, cioè le Sulfotransferasi, enzimi responsabili dell’attivazione tossica dell’estragolo, sostanza presente in piccole quantità nell’olio essenziale del finocchio e dello stesso basilico, sostanza che aveva indotto a voler ostracizzare queste erbe”. Un erborista titolato non venderebbe mai derivati da piante di basilico non mature: infatti le tossine sono maggiori quando la pianta è giovane e vengono contrastate dalle sostanze prodotte dalla pianta stessa sviluppata oltre i quindici centimetri.
“Gli studi più recenti, quindi, continuano a confermare che la cultura erboristica è un patrimonio ricco di risorse, sempre valido per la salute ed il benessere, a conferma che i veri erboristi italiani, quelli titolati, sono professionisti validi ed affidabili tanto quanto le altre figure sanitarie.”
Buona tisana a tutti.
Tratto dalla comunicazione di:
Da: f.firenzuoli@usl11.tos.it
Oggetto: Attività anticancerogena del Finocchio
Data: 10 ottobre 2011 17:08:36 GMT+02:00
Fabio Firenzuoli, Alfredo Vannacci
Centro di Medicina Integrativa, AOU Careggi
Dipartimento di Farmacologia, Università di Firenze
www.aou-careggi.toscana.it
www.medicinaintegrativa.it
rif. LA STAMPA: MEDICINA NATURALE
12/10/2011 – NON SOLO PROPRIETÀ DIGESTIVE DEL NOTO RIMEDIO NATURALE



