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	<title>Erboristeria La Camomilla a Milano &#187; vero o falso</title>
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	<description>La natura per la tua salute e il benessere</description>
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		<title>Natura e buon senso, insieme?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 10:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vero o falso]]></category>

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		<description><![CDATA[Un po’ di quel sano buon senso che si cercava di usare una volta oggi non ci aiuterebbe a stare meglio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un vecchio saggio sosteneva che in ogni esperienza e nell’applicazione di ogni dottrina si corre il pericolo di esagerare: <strong>è nella natura dell’uomo il rischio di fare “indigestione”</strong>. È l’anomalia che ci fa correre il rischio maggiore, proprio nel momento in cui la natura dovrebbe essere più rispettata tenendo conto delle esigenze più soggettive della persona, noi tendiamo a standardizzare e generalizzare scelte e consigli in nome di una naturalità della proposta che cura invece le esigenze del mercato e della produzione.</p>
<p>Mango, papaya, macadamia, avocado, guava, jaboticaba, maracuja sono tutti frutti ricchi e gustosi che non fanno miracoli: è logico che aiutino la miglior salute nei territori di origine, ma tutto va visto in relazione alle possibilità alimentari del territorio. Come posso asserire che, con un’alimentazione calibrata e bilanciata per il metabolismo e il fisico che consideriamo un uso addizionale di questi alimenti potrebbe dare maggiori benefici, magari aumentando la possibilità di conservare la miglior salute nel tempo, anche in condizioni a rischio?</p>
<p>Il succo d’acero: come possiamo sostenere che basti assumerne per veder migliorare la nostra forma fisica e il nostro peso? Fare attività fisica e seguire una dieta mediterranea calibrata secondo necessità, non potrebbe avere più possibilità di riuscita? Per evitare rischi di stress o di tristezza o mestizia un gelato o una cioccolata calda ogni tanto non potrebbero assolvere a una funzione terapeutica preventiva? Un bicchiere di vino al pasto e d’inverno un corroborante vin brulé non ci conforterebbe nei travagli della quotidianità? </p>
<p>Per farla breve: <strong>un po’ di quel sano buonsenso che si cercava di usare una volta, siamo proprio sicuri che oggi non ci aiuterebbe a star meglio?</strong></p>
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		<title>Camomilla, infuso o decotto?</title>
		<link>http://www.lacamomilla.it/vero-o-falso/camomilla-infuso-o-decotto-questo-e-il-problema/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 10:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vero o falso]]></category>

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		<description><![CDATA[Esistono diversi pareri e opinioni sull’uso migliore che si può fare della camomilla, sui suoi pregi e difetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono <strong>diversi pareri e opinioni sull’uso migliore della camomilla e sui pregi e i difetti di questa antica tisana di conforto</strong>. Le opinioni sulla ortodossia della preparazione sono diverse, ma questo perché non si considera la plasticità delle piante, capaci di aiutarci in modo diverso a seconda del modo di preparazione: questo vale in erboristeria più o meno per tutte le preparazioni, perché già solo per infuso o per decotto cambia la presenza della quantità dei fitocomplessi estratti.</p>
<p>La camomilla è <strong>l&#8217;unica tra le piante officinali ad avere una legge specifica che ne regoli la vendita</strong> (ma è disattesa nell’applicazione) ed è forse una delle più preziose che conosciamo. Iniziamo a ricordare l’uso classico, corroborante per conciliare minori tensioni e un migliore riposo: infuso da tre a quindici-venti minuti, a seconda dei gusti e dell’aiuto desiderato, prima di coricarsi ma anche nella giornata, per avere un effetto antistress. In questo modo l’estrazione di matricina è massima, e dei flavonoidi per i migliori effetti. Tra gli effetti collaterali dell’uso quotidiano ripetuto, corriamo il rischio di riscontrare una pelle idratata e la carnagione levigata e vellutata come quella di una zia rasserenante o di un nonno pacioccone gioioso e pieni di dolcezza.<br />
Capita sentir dire di riscontri allergici e di risposte negative: di solito è per l’utilizzo del decotto. Dovremmo a questo punto considerare la professionalità di chi vende camomilla senza informare di pregi e difetti delle possibili preparazioni: è vero che la camomilla si può far bollire da uno a tre minuti per ottenere un buon digestivo ma eccitante al pari della teina. Tali sostanze sono eccitanti ma anche disinfettanti: il filtrato decotto è utile a temperatura ambiente, per impacchi antinfiammatori e disinfettanti, lavaggi e abluzioni anche agli occhi.</p>
<p><strong>Non esiste quindi un problema di allergia diffuso alla camomilla, ma di cattivi informatori sull’utilizzo</strong>, perché si disattende il risultato previsto per uso improprio della preparazione. Le reazioni allergiche qualcuno le ha davvero, ma sono riconoscibili in manifestazioni diverse.</p>
<p>Per i più curiosi, i principi attivi della Camomilla possono essere divisi in*: </p>
<p><strong>COSTITUENTI LIPOFI <br />
</strong>L&#8217;olio essenziale, presente dallo 0,3 all&#8217;1,5% e i suoi componenti principali:<br />
- Sesquiterpeni ciclici, per il 25-50%: alfa-bisabolossidi A, B, C; bisabolonossido A.<br />
- Camazulene (1,4-dimetil-7-etilazulene).<br />
- Matricina o proazulene, lattone sesquiterpenico precursore del camazulene, presente solo nei singoli fiori, ligulati o tubulosi, ma assente dal disco dei capolini fioriti.<br />
- Poliiine (spiroeteri).<br />
- Terpeni: farnesene, cadinene, spatulenolo, ecc.</p>
<p>Inoltre: <br />
- Cumarine: ernierina e umbelliferone presenti entrambi sia nei fiori raggianti che nei fiori tubolosi, con un contenuto più elevato nei fiori ligulati.<br />
- Idrati di carbonio.<br />
- Esteri alifatici semplici.<br />
- Esteri triterpenolici.<br />
- Trigliceridi.<br />
- Esteri chetonici.<br />
- Agliconi flavonoidici metossilati (Iaceidina).<br />
 <br />
<strong>COSTITUENTI IDROFILI<br />
</strong> - Flavonoidi per lo 0,1%: apigenina, luteolina, patuletina, quercitina, rutina (agliconi), iperoside e monoglicoside dell&#8217;apigenina.<br />
- Miscela di cumarine glicosidiche (chiamate camilline): umbrelliferone ed il suo estere metilico erniarina.<br />
- Colina (o.35%) e aminoacidi.<br />
- Mucillagini fino al 10% localizzate nelle nervature dei fiori, e descritte come polisaccaridi a catena principale di acidi galatturonici ad elevato peso molecolare e molto ramificati, costituenti per il restante 21% di xilosio, quindi di galattosio, arrabinosio, glucosio e rammosio.<br />
- Acidi polifenolici: acido coffeico, acido amicinico, acido vanillinico in quantità variabili.<br />
- Sostanze amare per il 3%.</p>
<p>La concentrazione di questi costituenti può variare molto da raccolto a raccolto e da provenienza diversa, soprattutto nell&#8217;olio essenziale. La produzione più pregiata e richiesta presso la Corte di Napoli, era quella dalle Masserie Pugliesi.</p>
<p><strong>ESTRATTI   <br />
</strong>L&#8217;attività farmacologica della Camomilla è dovuta a principi attivi lipofili e idrofili, perciò questa sarà diversa a secondo del metodo di estrazione usato. In generale l&#8217;attività spasmodica è degli estratti acquosi mentre gli estratti alcolici hanno un&#8217;attività prettamente anti-infiammatoria.<br />
Secondo la provenienza, la quantità dei fiori ligulati e il grado di sminuzzamento (droga intera o taglio tisana), esso conterrà una quantità più o meno grande di flavonoidi, mucillagini e poco olio essenziale. La matricina è l&#8217;unico componente dell&#8217;olio essenziale presente in quantità rilevante nell&#8217;infuso. È a partire dalla matricina che si forma il camazulene:  Matricina (Proaxulene) non volatile, incolore è Acido camazulenico, non volatile, blu è Camazulene, volatile. L&#8217;attività di un infuso di Camomilla si basa essenzialmente sulle proprietà spasmolitiche dei flavonoidi.</p>
<p>(*Da: <a href="http://www.medicinealtre.it/1998/cossu-5-98.htm">www.medicinealtre.it/1998/cossu-5-98.htm</a> Dott.ssa Anna Cossu)</p>
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