Enoliti

L’enolito, detto anche vino medicinale, è una soluzione che si ottiene dalla macerazione nel vino di parti essiccate di alcune piante medicinali. In genere, nella preparazione dell’enolito vengono impiegati vini ad elevata gradazione alcoolica (14-16°), bianchi, rossi o liquorosi, poiché consentono una migliore estrazione e conservazione.
Secondo i principi attivi presenti nelle droghe, si impiegano vini diversi:
· vino rosso: è indicato per l’estrazione di sostanze tanniche e astringenti. Il tannino già presente nel vino rosso potenzierà l’effetto della droga.
· vino bianco: va bene per le droghe diuretiche e per l’estrazione di quelle sostanze (alcaloidi, proteine, enzimi) che reagiscono col tannino del vino rosso, precipitando . In genere, il vino bianco è di basso grado alcolico e andrebbe quindi corretto con alcol etilico fino a 15°.
· vino liquoroso e dolce: hanno di solito un grado alcolico superiore a 15°. Si impiegano per le droghe che contengono resine, oli essenziali e altre sostanze alterabili. Va bene anche per estrarre droghe toniche e stomachiche. I vini dolci sono anche utili nelle preparazioni di droghe dal gusto poco gradevole. Molto usato il marsala.


Caratteristiche degli enoliti:
· rapporto droga/solvente:  varia normalmente tra il 5 (5 g di droga per 100 ml di vino) ed il 20%.
· periodo di macerazione: generalmente lungo, solitamente variabile dai 5 ai 15 giorni.
· Conservazione: I vini medicinali vanno conservati al freddo ed in bottiglie di vetro scuro; vanno quindi consumati nel giro di qualche settimana, in misura di un bicchierino, due otre volte al giorno. Proprio per questa loro scarsa conservabilità (svantaggio), in quanto vanno incontro a fermentazione acetica, gli enoliti sono ormai caduti in disuso.
Noti enoliti erano: il vino di boldo, di china, di cascara sagrada, di condurango e di rabarbaro, prodotti ancora di un certo uso in erboristeria.  Da ogni pianta si può ricavare un enolita che acquisirà le proprietà della pianta o delle associazioni di piante utilizzate.