Camomilla, infuso o decotto?

Esistono diversi pareri e opinioni sull’uso migliore che si può fare della camomilla, sui suoi pregi e difetti.

Ci sono diversi pareri e opinioni sull’uso migliore della camomilla e sui pregi e i difetti di questa antica tisana di conforto. Le opinioni sulla ortodossia della preparazione sono diverse, ma questo perché non si considera la plasticità delle piante, capaci di aiutarci in modo diverso a seconda del modo di preparazione: questo vale in erboristeria più o meno per tutte le preparazioni, perché già solo per infuso o per decotto cambia la presenza della quantità dei fitocomplessi estratti.

La camomilla è l’unica tra le piante officinali ad avere una legge specifica che ne regoli la vendita (ma è disattesa nell’applicazione) ed è forse una delle più preziose che conosciamo. Iniziamo a ricordare l’uso classico, corroborante per conciliare minori tensioni e un migliore riposo: infuso da tre a quindici-venti minuti, a seconda dei gusti e dell’aiuto desiderato, prima di coricarsi ma anche nella giornata, per avere un effetto antistress. In questo modo l’estrazione di matricina è massima, e dei flavonoidi per i migliori effetti. Tra gli effetti collaterali dell’uso quotidiano ripetuto, corriamo il rischio di riscontrare una pelle idratata e la carnagione levigata e vellutata come quella di una zia rasserenante o di un nonno pacioccone gioioso e pieni di dolcezza.
Capita sentir dire di riscontri allergici e di risposte negative: di solito è per l’utilizzo del decotto. Dovremmo a questo punto considerare la professionalità di chi vende camomilla senza informare di pregi e difetti delle possibili preparazioni: è vero che la camomilla si può far bollire da uno a tre minuti per ottenere un buon digestivo ma eccitante al pari della teina. Tali sostanze sono eccitanti ma anche disinfettanti: il filtrato decotto è utile a temperatura ambiente, per impacchi antinfiammatori e disinfettanti, lavaggi e abluzioni anche agli occhi.

Non esiste quindi un problema di allergia diffuso alla camomilla, ma di cattivi informatori sull’utilizzo, perché si disattende il risultato previsto per uso improprio della preparazione. Le reazioni allergiche qualcuno le ha davvero, ma sono riconoscibili in manifestazioni diverse.

Per i più curiosi, i principi attivi della Camomilla possono essere divisi in*:


COSTITUENTI LIPOFI

L’olio essenziale, presente dallo 0,3 all’1,5% e i suoi componenti principali:
- Sesquiterpeni ciclici, per il 25-50%: alfa-bisabolossidi A, B, C; bisabolonossido A.
- Camazulene (1,4-dimetil-7-etilazulene).
- Matricina o proazulene, lattone sesquiterpenico precursore del camazulene, presente solo nei singoli fiori, ligulati o tubulosi, ma assente dal disco dei capolini fioriti.
- Poliiine (spiroeteri).
- Terpeni: farnesene, cadinene, spatulenolo, ecc.

Inoltre:

- Cumarine: ernierina e umbelliferone presenti entrambi sia nei fiori raggianti che nei fiori tubolosi, con un contenuto più elevato nei fiori ligulati.
- Idrati di carbonio.
- Esteri alifatici semplici.
- Esteri triterpenolici.
- Trigliceridi.
- Esteri chetonici.
- Agliconi flavonoidici metossilati (Iaceidina).
 
COSTITUENTI IDROFILI

- Flavonoidi per lo 0,1%: apigenina, luteolina, patuletina, quercitina, rutina (agliconi), iperoside e monoglicoside dell’apigenina.
- Miscela di cumarine glicosidiche (chiamate camilline): umbrelliferone ed il suo estere metilico erniarina.
- Colina (o.35%) e aminoacidi.
- Mucillagini fino al 10% localizzate nelle nervature dei fiori, e descritte come polisaccaridi a catena principale di acidi galatturonici ad elevato peso molecolare e molto ramificati, costituenti per il restante 21% di xilosio, quindi di galattosio, arrabinosio, glucosio e rammosio.
- Acidi polifenolici: acido coffeico, acido amicinico, acido vanillinico in quantità variabili.
- Sostanze amare per il 3%.

La concentrazione di questi costituenti può variare molto da raccolto a raccolto e da provenienza diversa, soprattutto nell’olio essenziale. La produzione più pregiata e richiesta presso la Corte di Napoli, era quella dalle Masserie Pugliesi.

ESTRATTI



L’attività farmacologica della Camomilla è dovuta a principi attivi lipofili e idrofili, perciò questa sarà diversa a secondo del metodo di estrazione usato. In generale l’attività spasmodica è degli estratti acquosi mentre gli estratti alcolici hanno un’attività prettamente anti-infiammatoria.
Secondo la provenienza, la quantità dei fiori ligulati e il grado di sminuzzamento (droga intera o taglio tisana), esso conterrà una quantità più o meno grande di flavonoidi, mucillagini e poco olio essenziale. La matricina è l’unico componente dell’olio essenziale presente in quantità rilevante nell’infuso. È a partire dalla matricina che si forma il camazulene:
 Matricina (Proaxulene) non volatile, incolore è Acido camazulenico, non volatile, blu è Camazulene, volatile. L’attività di un infuso di Camomilla si basa essenzialmente sulle proprietà spasmolitiche dei flavonoidi.

(*Da: www.medicinealtre.it/1998/cossu-5-98.htm Dott.ssa Anna Cossu)